Pietra e pietra accostate, sostegno reciproco, gioco d’incastro. I bimbi giocando in maggio le avevano adagiate sul pavimento del balcone. E la, sulle piastrelle dove appoggiano, una conca, grotta, angolo di ombra si era creato. Giorni e settimane trascorse e l’estate diventava sempre più calda. Un piccolo essere in visita, trovata l’entrata ora la pace, la frescura e il riparo si gustava e dallo spiraglio a sud il grande mondo guardava. Con le sue montagne, prati, case casine e casoni, cielo stellato e nuvole, luna e sole, dall’alba al tramonto. Dallo spiraglio nord la vista in salotto, il tappeto persiano, il divano e la televisione, il corridoio, la porta d’entrata o d’ uscita a dipendenza del caso, la cucina nascosta e la grande scala. Due bimbi che salgono, che scendono. E la mamma. E un cagnolino bianco un po’ buffo. E tanto andirivieni. Vita di famiglia con i suoi pregi e difetti.
Più volte al giorno veniva sventolata la tovaglia e le briciole cadevano nel prato e tra le due pietre. Alla sera si bagnavano le piante e rigagnoli d’acqua e piccoli pozzetti si formavano tra le fessure delle piastrelle. Colazioni, pranzi e cene. Merende e banchetti.
Creatura di luce e prana dolce e fragile, in viaggio di vacanza e un po’ all’avventura, cullata dal vento e trasportata da una bolla d’aria, si ritrovò in giugno, un attimo prima di un grande temporale, sul balcone di un palazzo dalle porte colorate. Poi la pioggia iniziò e grandi gocce si schiantavano sul duro pavimento e lei piccina correndo al riparo in un angolo, ecco che trovò la sua cameretta con vista, completa pensione e teatro di vita quotidiano. E così passarono i giorni, settimane, mesi e l’estate di grandi e piccole cose (- vita intensa. Felicità a momenti e futuro incerto. Il fuoco e l’acqua, concerto e calma, sonata di vento. È nostra piccola vita, e nostro grande cuore – )
… to be continued forse
Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo e come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. (V. Cardarelli)
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