Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo e come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. (V. Cardarelli)

domenica, aprile 22, 2007

Gita in montagna

Vecchio scarpone,
quanto tempo è passato!
Quante illusioni fai rivivere tu!
Quante canzoni
sul tuo passo ho cantato,
che non scordo più...

Un pomeriggio in montagna in compagnia di un ramarro dalla testa blu , una biscia d'acqua, ghiotti pesci rossi e un pesciolone rosso obeso e vorace con la bocca tonda tonda, girini veloci e uova, una viperetta schizzata tra le foglie e due cuculi indaffarati in una lunga discussione
"L'inverno se n'è andato,l'Aprile non c'è più;è ritornato Maggio
al canto del cucù",
un capannaro gentile e carino, due bicchieri di vino, un bimbo che inciampa, 100 foglie di amarena
per fare lo sciroppo:

100 foglie, 1 litro di 1 litro di vino rosso amaro e 1/2 kg di zucchero: con uno straccetto bianco pulite bene le foglie delle amarene e mettetele in fusione in 1 litro di vino rosso amaro. Dopo 10 giorni togliete la metà circa delle foglie e fate bollire in un tegame di smalto o terracotta il liquido - per 10 minuti - con mezzo chilo di zucchero. Quando il tutto è freddo, filtrate e imbottigliate. Lo sciroppo si può usare subito o lo si lascia invecchiare almeno un anno),

un tardo rientro e ed un corto smarrimento, interessanti discussioni sugli alberi, piante e fiori e una concezione basica. Inaspettate ore deliziose in un mite giorno di aprile. Commossa ringrazio :)

1 commento:

mezzaria ha detto...

ma che bella giornata fra gli animali del bosco e dello stagno.
SOlo ora visito vento fra i capelli e che piacevole sorpresa!
Ti bacio e ti abbraccio