Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo e come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. (V. Cardarelli)
martedì, novembre 28, 2006
nessun titolo
Con mia immensa tristezza e felicità ho terminato il libro che mi accompagnato per diversi giorni, in ogni attimo libero, particolarmente la sera con gli occhi a mezz’asta! Che gioia aver conosciuto questo romanzo! Un libro amico! Tentavo di leggiucchiarlo adagio adagio perché non volevo terminarlo, ma non riuscivo a fermarmi…riuscivo a chiuderlo per la gioia di riaprirlo poi…Mi ha fatto viaggiare in tanti sensi….ay que bueno, ay que bueno ☺
martedì, novembre 21, 2006
venerdì, novembre 10, 2006
giovedì, novembre 09, 2006
mercoledì, novembre 08, 2006
altri pensieri del giorno
"ma allora mi ha telefonato"...è suo il numero sul mio telefono di casa!!!! che gioia che gioia :))))))). siiiiiii yuppidu yuppidu!!!
Ex (o exs?)
...più in là troppo si spinse, si espanse, si espunse, si espulse, si sparse, si sperse, si sporse, si spense...
da gli ex di erskine excisemian exilia editions, excelsior city 1979 - gianni toti
e se ancora non spento rivendicano un loro diritto di esistere nel mio cuore..e quindi da un melting pot di sentimenti contrastanti, un timido "tanti auguri di buon compleanno tra qualche giorno" ad una donna che amica era e ora non lo è più. L'augurio non verrà recapitato al destinatario, non sarà un messaggio in bottiglia e rimarrà qui in questo frame chiaramente, ma non posso non scriverlo!accipicchia al mio attaccamento alle persone!!!
e altro ancora...
io la migliore amica di r....? e questo come è successo?
e il mio amico flex? vittima di un delitto passionale??
Ex (o exs?)
...più in là troppo si spinse, si espanse, si espunse, si espulse, si sparse, si sperse, si sporse, si spense...
da gli ex di erskine excisemian exilia editions, excelsior city 1979 - gianni toti
e se ancora non spento rivendicano un loro diritto di esistere nel mio cuore..e quindi da un melting pot di sentimenti contrastanti, un timido "tanti auguri di buon compleanno tra qualche giorno" ad una donna che amica era e ora non lo è più. L'augurio non verrà recapitato al destinatario, non sarà un messaggio in bottiglia e rimarrà qui in questo frame chiaramente, ma non posso non scriverlo!accipicchia al mio attaccamento alle persone!!!
e altro ancora...
io la migliore amica di r....? e questo come è successo?
e il mio amico flex? vittima di un delitto passionale??
Forze narcisistiche
Ieri parlavo di analisi... ehehheh
Comunque, ecco un probabile motivo per il quale non riusciamo a staccarci da una persona che ci ha rifiutato, dico probabile perchè i motivi possono essere svariati, già...altrimenti sarebbe quasi semplice...vabbeh...sono le forze narcisistiche!!!
"La persona vuole ricuperare la squalifica della propria immagine attraverso l'altro, perchè è una persona non ancora ben definita, che sente la necessità di rispecchiarsi nell'altro".
Una costante ricerca quindi di accettazione e valorizzazione attraverso la persona che ci "rifuta" o ci fa sentire di non essere all'altezza (si un po' grossolana come definizione....)...Ë chissà perchè ci andiamo spesso a pescare personalità castranti, con le quali questo "gioco" si perpetua per mesi, per anni...insomma nel tempo...FINO A COMPLETA GUARIGIONE? E adesso mi viene in mente una canzone di Battiato...che siamo angeli caduti dal cielo...Santi numi!!!!
Interrompo qui i miei pensieri e ad ognuno la propria riflessione!Riflessione? uhmmm!!!!
Comunque, ecco un probabile motivo per il quale non riusciamo a staccarci da una persona che ci ha rifiutato, dico probabile perchè i motivi possono essere svariati, già...altrimenti sarebbe quasi semplice...vabbeh...sono le forze narcisistiche!!!
"La persona vuole ricuperare la squalifica della propria immagine attraverso l'altro, perchè è una persona non ancora ben definita, che sente la necessità di rispecchiarsi nell'altro".
Una costante ricerca quindi di accettazione e valorizzazione attraverso la persona che ci "rifuta" o ci fa sentire di non essere all'altezza (si un po' grossolana come definizione....)...Ë chissà perchè ci andiamo spesso a pescare personalità castranti, con le quali questo "gioco" si perpetua per mesi, per anni...insomma nel tempo...FINO A COMPLETA GUARIGIONE? E adesso mi viene in mente una canzone di Battiato...che siamo angeli caduti dal cielo...Santi numi!!!!
Interrompo qui i miei pensieri e ad ognuno la propria riflessione!Riflessione? uhmmm!!!!
martedì, novembre 07, 2006
L'ANALISI
Beh, credo che sia giunto il momento di riordinare un po’ le idee, di chiarire questo stato confusionale, di mettermi un po’ a posto sì, capire, interpretare, fare un po’ di analisi sui sogni, sulla vita, sapere come vivo!
Come sarebbe a dire come vivo? Non si usa più, è roba vecchia. Molto meglio: come mi vivo! Già, io mi vivo, tu ti vivi, lui ti vive… ci si vive eh!
Il verbo vivere è diventato transitivo. Com’è strano il linguaggio.
Sì perché il ruolo… bello anche il ruolo, voglio dire non vorrei che la mia autonomia, oh mamma l’autonomia… no voglio dire non vorrei che la mia autonomia fosse per me soltanto un fatto di gratificazione.
Quello della gratificazione è un problema di tutti: metalmeccanici, tranvieri, tutti. Io me lo sento proprio sulla pelle come loro. Per fortuna che in questi casi così disperati ci sono gli amici sì. La psicoanalisi si espande, sta diventando un potere, il potere analitico.
Incontri uno, non ci si saluta neanche più: "Tu come gestisci il suo rapporto con Susanna?".
"Bene".
Lui: "No!". E intanto lì che ti studia. E mentre lui lì ti studia, tu c’hai lì la ragazza che è giovane, carina, ti scappa detto un: "Bambina mia".
E lui: "Ah, lo vedi l’errore, la vivi come figlia, tipico. La vivi come figlia perché ti è mancata la madre parapa-parapa…".
Gli amici analisti ignorano ciò che ignoravano i Greci: l’incertezza.
Sanno tutto, sicuri e precisi come un corollario ti inquadrano con un esattezza matematica.
A volte vien voglia di vivere in un paese dove la lotteria è la parte principale della realtà.
Quando mi sono sposato è stato una lotteria. Poi ho capito a cosa serve la famiglia, non è vero che non serve a niente, la famiglia serve all’analista e non solo in senso economico ma anche scientifico sì. Se non ci fosse la famiglia che è molto stimolante, eccitante per i sistemi nervosi, l’uomo sarebbe rimasto per l’analista uno sconosciuto, ci sarebbero voluti secoli per capirlo. Invece con la famiglia ‘TACK’ è fatta.
Lui la conosce bene, ce l’ha lì ordinata nei suoi scaffali e se hai bisogno vai lì e… ti compri una mamma o un papà come una lavatrice o un frigorifero, un magazzino insomma.
Tu vai lì e dici: "Vorrei due uova". E loro ti danno una mamma. Io volevo farmele al burro, volevo due uova. "Sì ma dietro a un uovo c’è sempre una mamma!".
E tutti che van via con le stesse mamme, gli stessi papà. Comoda l’analisi e poi ti personalizza sì. E anch’io ci vado dall’analista, con un po’ di sospetto ma ci vado. E quando sono lì e mi siedo, sprofondo nella poltrona mi si scioglie tutto e avviene dentro di me quel magico meccanismo che per gli addetti ai lavori si potrebbe chiamare: Diarrea cogitativa liberatoria!
"Ho sognato una nave. Una nave. Perché non va bene?".
"Turbe sessuali?".
"Ma no cosa c’entra, era una nave normale me la ricordo bene con una forma… lunga e stretta sì… a secondo dei punti insomma".
"Come la vivo? Io una nave la vivo come una nave, cioè voglio dire… ce l’ho sopra andavo in sù e in giù… voglio dire camminavo su questa nave bianca, bianchissima, vergine… voglio dire pulita, pulita sì, pulita sull’acqua.
E anche lei si muoveva… come si muoveva, beh certo tutte le navi si muovono è chiaro. E poi, e poi questa era un bel navone proprio sì… con una poppa! Una poppa sola… strano!".
"No perché lei ha mai visto navi con due poppe."
"Ma certo di no, sono io che vorrei vederle, invece non sono mai riuscito a vedere navi con due poppe. Ha ragione. E l’albero, cosa dovrei dire dell’albero, ha ragione, ha ragione, sono un maniaco, un depravato, un maniaco sessuale, lo so anch’io, ha ragione, basta, basta!"
Oppure potrebbe essere tutto l’opposto.
Oppure potrebbe essere.
Oppure potrebbe.
Oppure.
Opp.
Opp.
Opp.
Opp, opp.
mitico Gaber!!!
Come sarebbe a dire come vivo? Non si usa più, è roba vecchia. Molto meglio: come mi vivo! Già, io mi vivo, tu ti vivi, lui ti vive… ci si vive eh!
Il verbo vivere è diventato transitivo. Com’è strano il linguaggio.
Sì perché il ruolo… bello anche il ruolo, voglio dire non vorrei che la mia autonomia, oh mamma l’autonomia… no voglio dire non vorrei che la mia autonomia fosse per me soltanto un fatto di gratificazione.
Quello della gratificazione è un problema di tutti: metalmeccanici, tranvieri, tutti. Io me lo sento proprio sulla pelle come loro. Per fortuna che in questi casi così disperati ci sono gli amici sì. La psicoanalisi si espande, sta diventando un potere, il potere analitico.
Incontri uno, non ci si saluta neanche più: "Tu come gestisci il suo rapporto con Susanna?".
"Bene".
Lui: "No!". E intanto lì che ti studia. E mentre lui lì ti studia, tu c’hai lì la ragazza che è giovane, carina, ti scappa detto un: "Bambina mia".
E lui: "Ah, lo vedi l’errore, la vivi come figlia, tipico. La vivi come figlia perché ti è mancata la madre parapa-parapa…".
Gli amici analisti ignorano ciò che ignoravano i Greci: l’incertezza.
Sanno tutto, sicuri e precisi come un corollario ti inquadrano con un esattezza matematica.
A volte vien voglia di vivere in un paese dove la lotteria è la parte principale della realtà.
Quando mi sono sposato è stato una lotteria. Poi ho capito a cosa serve la famiglia, non è vero che non serve a niente, la famiglia serve all’analista e non solo in senso economico ma anche scientifico sì. Se non ci fosse la famiglia che è molto stimolante, eccitante per i sistemi nervosi, l’uomo sarebbe rimasto per l’analista uno sconosciuto, ci sarebbero voluti secoli per capirlo. Invece con la famiglia ‘TACK’ è fatta.
Lui la conosce bene, ce l’ha lì ordinata nei suoi scaffali e se hai bisogno vai lì e… ti compri una mamma o un papà come una lavatrice o un frigorifero, un magazzino insomma.
Tu vai lì e dici: "Vorrei due uova". E loro ti danno una mamma. Io volevo farmele al burro, volevo due uova. "Sì ma dietro a un uovo c’è sempre una mamma!".
E tutti che van via con le stesse mamme, gli stessi papà. Comoda l’analisi e poi ti personalizza sì. E anch’io ci vado dall’analista, con un po’ di sospetto ma ci vado. E quando sono lì e mi siedo, sprofondo nella poltrona mi si scioglie tutto e avviene dentro di me quel magico meccanismo che per gli addetti ai lavori si potrebbe chiamare: Diarrea cogitativa liberatoria!
"Ho sognato una nave. Una nave. Perché non va bene?".
"Turbe sessuali?".
"Ma no cosa c’entra, era una nave normale me la ricordo bene con una forma… lunga e stretta sì… a secondo dei punti insomma".
"Come la vivo? Io una nave la vivo come una nave, cioè voglio dire… ce l’ho sopra andavo in sù e in giù… voglio dire camminavo su questa nave bianca, bianchissima, vergine… voglio dire pulita, pulita sì, pulita sull’acqua.
E anche lei si muoveva… come si muoveva, beh certo tutte le navi si muovono è chiaro. E poi, e poi questa era un bel navone proprio sì… con una poppa! Una poppa sola… strano!".
"No perché lei ha mai visto navi con due poppe."
"Ma certo di no, sono io che vorrei vederle, invece non sono mai riuscito a vedere navi con due poppe. Ha ragione. E l’albero, cosa dovrei dire dell’albero, ha ragione, ha ragione, sono un maniaco, un depravato, un maniaco sessuale, lo so anch’io, ha ragione, basta, basta!"
Oppure potrebbe essere tutto l’opposto.
Oppure potrebbe essere.
Oppure potrebbe.
Oppure.
Opp.
Opp.
Opp.
Opp, opp.
mitico Gaber!!!
venerdì, novembre 03, 2006
giovedì, novembre 02, 2006
Il finale
...ma si rendono conto della quantità di stupidaggini che dicono per non sembrare "stupidi"?
mi piace questa riflessione...
mi piace questa riflessione...
mercoledì, novembre 01, 2006
Ipnocondria
Stanotte ho sognato di essere un altro. E stamane si comporta come l'altro che ha sognato di essere, ma nessuno lo riconosce come l'altro.
Ogni giorno, scusate: ogni notte, si sognimmagina un altro. E va dove l'altro deve vivere, dove viveva nel sogno. Viaggia, cambia casa e lavoro, vive come l'altro ma poche volte sembra che lo accettino come l'altro che si è sognato di essere; E solo al principio, quando lui afferma autorevolmente, subito dopo dubitano e.
Fino a quando sogna di essere colui che era, quel se stesso che si è sognato di essere un altro. E tutti lo riconoscono, sembra naturalmente. È lui che non riconosce nessuno. Perchè è l'altro adesso? O perchè?
Stanotte sogna di non essere ne l'uno ne l'altro.
E si riconosce, ma non si sveglia.
Almeno fino a questo momento, non si è svegliato. Alla prossima riga potrebbe, ma io vado a dormire. A sognarmi.
da racconti tremanti e tremendi di Gemigliano Tozzi, Firenze 1995 / Gianni Totti gli autentici racconti apocrifi meno lunghi del mondo.
quel tipo di lettura che piace a me...mente persa!!!
Ogni giorno, scusate: ogni notte, si sognimmagina un altro. E va dove l'altro deve vivere, dove viveva nel sogno. Viaggia, cambia casa e lavoro, vive come l'altro ma poche volte sembra che lo accettino come l'altro che si è sognato di essere; E solo al principio, quando lui afferma autorevolmente, subito dopo dubitano e.
Fino a quando sogna di essere colui che era, quel se stesso che si è sognato di essere un altro. E tutti lo riconoscono, sembra naturalmente. È lui che non riconosce nessuno. Perchè è l'altro adesso? O perchè?
Stanotte sogna di non essere ne l'uno ne l'altro.
E si riconosce, ma non si sveglia.
Almeno fino a questo momento, non si è svegliato. Alla prossima riga potrebbe, ma io vado a dormire. A sognarmi.
da racconti tremanti e tremendi di Gemigliano Tozzi, Firenze 1995 / Gianni Totti gli autentici racconti apocrifi meno lunghi del mondo.
quel tipo di lettura che piace a me...mente persa!!!
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