Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo e come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. (V. Cardarelli)

giovedì, marzo 29, 2007

Movimenti lenti



Oggi non ho proprio voglia di lavorare, o meglio detto non ho la mente per farlo. I pensieri sono a briglie sciolte. Che bello perdersi in questo imbambolarsi leggero e felice. Sarà anche un po’ il sonno accumulato in questa settimana, la prima con l’ora estiva…. e il viaggio imminente. Ancora non ho preparato i bagagli. Nella testa è tutto pronto, speriamo sia altrettanto facile mettere in pratica. Ma non ce la faccio, non ancora! mi piace questo stato di sonniveglia, rimanere in questo mondo ovattato popolato da immagini colorate e dolci profumi…manca solo l’angolo protetto dove rannicchiarsi e scivolare …ting ting ting….e sorvolare mare e ponti e planare, lasciando dietro di se scie colorate…
Scusate ma non ho voglia di stare qui a lungo e quindi me ne vado che ho altro da fare.

martedì, marzo 27, 2007

la fiamma

In questi ultimi giorni mi sento di essere a casa con me stessa. È una piacevole sensazione dopo tempo. Posso osare di scrivere che non sono più quella di prima, ma che sono “ritornata” a casa. Parole che vogliono dire tanto e non vogliono dire niente, ma ne sono testimoni le mie sensazioni che gioiscono di questa serenità riacquistata. Non ho più quelle emozioni angoscianti che ogni cosa in più è troppo…e questo in verità già da tempo e ho la piena sensazione di essere di nuovo io.
Mi commuovo più del solito al cinguettio degli uccelli e allo spuntare dei fiori e delle gemme. Un cielo colorato mi esalta e anche nelle giornate uggiose come oggi, trovo qualcosa di allegro.
Certamente so anche che tutto è caduco, però quella fiamma che ho dentro, quella mi è stata compagna sempre anche quando pensavo che si fosse esaurita e orbitavo in giro come un satellite smarrito in balia dei venti, ebbene quella - chiamiamola pure fiamma- è un dono prezioso e fa parte di me e c'è sempre! Ritorneranno tempi neri e grigi, ma spero di passarli più serenamente e con la consapevolezza di avere una fiamma amica dentro :). Che bello avere di nuovo fiducia :))))))

domenica, marzo 25, 2007

oh!



l'heure d'été!?!

sabato, marzo 24, 2007

giovedì, marzo 22, 2007

mercoledì, marzo 21, 2007

La primavera


E così oggi è iniziata la primavera e io non vedo l'ora di inaugurare il mio balcone. Ma le giornate sono fredde e ventose, anche se oggi il sole ha fatto capolino e ci ha regalato tante carezze solari. È il compleanno di Birikina! Auguri auguri e un forte abbraccio che tutto ti vada bene cara e dolce amica. Le ho fatto una torta di fragole delle serre spagnole che ha guardato con un sorriso divertito da monella e occhi luccicanti e poi, chiaramente, mi sono beccata le solite alzatine di dito dalla mia amica che uccide i capretti, che però ha pure detto che le fragole non erano male!!! Ebbeh, in serra a 45° dimmi un po' se non maturano!!! Però ha ragione la mia cara amica, volendo essere coerenti fino in fondo non si dovrebbe neanche più bere latte e mangiare formaggio e non si dovrebbero comprare le fragole spagnole...
Comunque le mie sono battute, certo che è meglio il capretto nostrano alla carne clonata!E sicuramente sono meglio le fragole del giardino in estate...Il nostro è un mondo folle!
Di slancio stasera ho iniziato a fare foto in movimento, oscillando qua e la, ovviamente una più assurda dell'altra e mi hanno preso in giro le mie care befe e ridendo mi hanno chiesto di fare una foto di gruppo sul corridoio senza luce, altalenandosi avanti indietro! befane befane!!! e ora scrivo ridendo, con dentro un oceano d'emozioni placide e gioiose.

martedì, marzo 20, 2007

La felicità

Sembro sveglia per caso oggi! Invece è il dovere su molti fronti che mi ha fatto alzare, ma soprattutto uscire di casa…con i capelli raccolti che scappano ovunque, i vestiti mal combinati (e cara grazia che non ho tenuto la camicia da notte)…e un orecchio tappato da domenica! Ma rido rido che è una gioia ☺. L’altro giorno chiedevo ad un caro amico da dove viene la felicità. Se viene da dentro o è l’ambiente che ci circonda a determinare la nostra felicità. Immagino che la felicità viene da dentro e da fuori, di riflesso. Quella interiore è stabile, mentre quella esterna è fugace e incostante. Se non sei felice dentro, non riesci a cogliere il bello che sta fuori. E il bello di fuori, nutre e mantiene la felicità interiore.
Auguro a tutti una vita felice...

lunedì, marzo 19, 2007

Mi ricordo di te in questo periodo l'anno scorso



e penso ai tuoi aiuti e mi sento commossa, felice e fortunata. Grazie

giovedì, marzo 15, 2007

dedicato con affetto


Omaggio ad una cara amica a cui voglio un oceano di bene e ad un caro amico, insomma a due cari amici che presto consacreranno la loro solida e vissuta unione con gli auguri di tanto amore e serenità. Stanno percorrendo un cammino di crescita insieme da molti anni e, ultimamente, la loro vita è stata gioiosamente scombussolata da un Maestro con il viso paffutto e il sorriso gioioso, di nome Swamiji Premananda.
Ancora qualche anno di apprendimento e diventeranno loro stessi "mamaji e babaji".

Andare in un brodo di giuggiole

L'avete sicuramente già sentito dire e magari l'avete anche pure usata.....In questi giorni ho scoperto che sono in molti a non sapere cosa sono le giuggiole.

L'espressione viene usata per indicare chi prova, per merito proprio o di altri, la dolcezza della felicità.

Il giuggiolo è una pianta ornamentale della famiglia delle ramnacee originaria della Siria, bassa, contorta, dai rami irregolari e spinosi. I romani la importarono per primi in Italia, e la chiamarono Zyzyphum, tant'è che nella tradizione dialettale veneta ancora oggi la giuggiola viene chiamata "zizzola".
Le giuggiole sono frutti a forma di oliva, con buccia di colore scarlatto e polpa giallastra. Secondo gli scritti di Erodoto, le giuggiole erano dolci quanto il dattero e, dopo aver fermentato, potevano essere usate per produrre un vino, le cui più antiche preparazioni risalgono a Egizi e Fenici.

Le giuggiole sono ormai frutti dimenticati, tranne che ad Arquà Petrarca, comune veneto dove i giuggioli sono ancora piantati nei giardini di molte abitazioni. Le giuggiole sono utilizzate per realizzare ottime confetture, sciroppi, e il famoso brodo di giuggiole, un antico liquore che si produce in questa zona.

I frutti appartengono da sempre alla tradizione contadina della zona: un tempo venivano conservati per l’inverno e consumati principalmente dalle donne a “filò”. Nelle lunghe veglie invernali di stallo, le filatrici abbisognavano di continua saliva per umettare le dita e tirare il filo da avvolgere. Una giuggiola in bocca era quel che serviva.

martedì, marzo 13, 2007

Ricordi di Norouz



Auguro a tutti voi lettori un felice anno nuovo partendo dalla primavera ☺

Quando abitavo a Zurigo evitavo la "mia gente" ma frequentavo sempre e solo persone di altri paesi. Mi ricordo che in questo periodo dell'anno festeggiavamo sempre Norouz con gli amici iraniani e afgani. Una bella festa in compagnia, molto allegra e colorata. Penso che quest'anno Norouz coincide con il 21 aprile...

Norouz, una festa che ha le radici nei riti e nelle tradizioni della fede zoroastriano. Oggi il festival di Norouz oltre che in Iran, viene festeggiata anche nei territori che hanno subito l'influenza dell'impero persiano:Kurdistan, Afghanistan, Tajikstan e nelle parti di Iraq, Turkmenistan, India e Turchia. Il calendario persiano e' molto preciso riguardo il momento astronomico in cui inizia l'anno nuovo.
Le prime tracce di Norouz risalgono al secono secolo a.C, ma secondo quanto dimostrato dagli studi le sue radici sono molto piu' antiche e questa festa rappresentava un evento molto importante per gli achemenidi. C'e' chi crede che Persepoli, o almeno il palazzo di Apadana fu costruito per festeggiare Norouz. 
Ci sono diverse testimonianze sulle grandiose feste di Norouz nella corte di Artasese I, il fondatore della dinastia Sassanide. 
Oggi in Iran, le preparazioni per accogliere Norouz cominciano nel mese di Esfand, l'ultimo mese dell'anno secondo il calendario persiano. Il primo passo è pulire tutt la casa, nonche' acquistare nuovi abiti e fiori, in particolar modo tulipano e giacinto. 
Nel primo giorno dell'anno nuovo, le famiglie, portando i loro nuovi vestiti, cominciano un periodo di festa di 12 giorni, visitando i parenti e gli amici. E nel tredicesimo giorno tutti lasciano le proprie case e vanno in campagna.
Le visite di Norouz tra i famigliari, vicini di casa e amici sono reciproche. 
Nel momento dell'arrivo dell'anno nuovo, tutta la famiglia si siede intorno alla tavola di "Haftsin", e poi si scambiano i regali. Le prime visite vengono fatte ai membri piu' anziani della famiglia, tra cui i nonni. Secondo la tradizione sono i giovani che per primi vanno a trovare gli anziani, che di loro volta, piu' tardi si recheranno alle case dei giovani. Visto che le visite vengono compiute nelle case, prima dell'anno nuovo, le persone comprano diversi tipi di dolci, frutti, noci e bevande, anche se la bevanda tipica rimane il te' all'iraniana. E durante le vacanze dell'anno nuovo, molti iraniani organizzano le feste di Norouz per far unire amici e parenti. 
Alcuni iraniani sostengono che le azioni personali durante Norouz influenzeranno il resto dell'anno, percio' chi e' gentile con i parenti e vicini avra' un anno molto felice. 
L'ultimo mercoledi' dell'anno e' festeggiato come "Ciarscianbe Suri", quando la gente andando per le strade ed i vicoli, accende un fuoco e ci salterella sopra cantando: "Ti do' il mio colore giallo e tu mi dai il tuo colore rosso", che significa " si da' al fuoco la propria debolezza ed in cambio si riceve potere e salute". Durante questa festa si scambiano dolci e noci tradizionali. Secondo la tradizione, durante gli ultimi giorni dell'anno, gli spiriti degli antenati visitano i vivi, percio' i bambini, coprendosi con le lenzuole, simboleggiano questi spiriti, e correndo per le strade battoni i cucchiai contro una ciottola di metallo e bussano alle porte delle case per ricevere qualcosa da mangiare. Questo rito si chiama "Qascioq Zani".
La tradizione piu' importante di Norouz e' preparare la tavola di "Haft Sin" (Sette S), cioe' mettere 7 cose che cominciano con la lettera S, ognuna delle quali simboleggiano 7 cose. Ogni famiglia cerca di avere la Haft Sin piu' bella. La seguente lista rappresenta quello che ci si mette sulla tavola di Haft Sin:
· Sabzeh, semi di grano, lenticchia o orzo crescenti e verdi (simboleggia la rinascita),
· Samanu, un dolce budino fatto con la farina ed il succhio di grando (simboleggia benessere e ricchezza),
· Senjed, giuggiolo (amore),
· Seer, aglio (medicina),
· Seeb, mela (bellezza e salute),
· Somac, i frutti di somacco (il colore del sorgere del sole),
· Serkeh, aceto (eta' e pazienza),(
· Sonbol, il giacinto (l'arrivo di primavera),
· Sekkeh, monete (prosperita' e fortuna))
Altri oggetti sul tavolo sono:
· Dolci,
· Candele accese (luce e allegria),
· Specchio,
· Uove colorate per tutti i membri della famiglia (fertilita'),
· Pesci rossi (vita e movimento),
· Frutti, 
· Il Sacro Corano o un altro libro santo secondo la fede della famiglia, oppure un libro di poesie.
I piatti dell'anno nuovo sono vari e diversi, ma i due piu' importanti sono:
· Sabzi Polo Mahi, riso e verdure con il pesce. Le verdure tagliate sono prezzemolo, coriandolo e trigonella,
· Reshteh Polo, riso con i noodles che secondo il credo del popolo aiuta ad avere il successo nella vita.
Il tredicesimo giorno delle vacanze e' chiamato "Sizdah bedar" (tredici all'aperto), ed e' il giorno della festa nelle campagne accompagnato con la danza e musica insieme alla famiglia. Alla fine della festa si getta nell'acqua corrente il Sabzeh che durante i 12 giorni ha assorbito le malattie e la sfortuna, perche' l'acqua porti via i segni del diavolo. Inoltre le ragazze single annodano le foglie di Sabzeh, augurando di potersi sposare prima dell'arrivo dell'anno nuovo.

venerdì, marzo 09, 2007

Il dolore

"Non appena tocchi il dolore dall'interno, accadono due cose. La prima è che esso non conserva più l'estensione che sembrava avere; si condensa immediatamente in un piccolo punto. E più intensamente ti concentri su questo punto, più ti accorgerai che si restringe. Alla fine accade una cosa incredibile: quando il punto diventa piccolissimo, scoprirai con tua sorpresa che appare e scompare, va e viene. Cominciano ad apparire degli intervalli. E in ultimo, quando scompare del tutto, ti chiedi che cosa ne è stato. Molte volte lo smarrisci: diventa così infinitesimale, che, spesso, quando la consapevolezza tenta di localizzarlo, non lo trovi.
Proprio come il dolore si espande nell'inconsapevolezza, si restringe nella consapevolezza, diventando piccolo. In questo stato di consapevolezza avrai la sensazione che, sebbene tu sia passato attraverso molte esperienze dolorose, anche se hai vissuto tante sofferenze, in realtà i momenti tristi non sono davvero tanti. I dolori che pensiamo di aver sofferto sono esagerati. [...]
La seconda cosa che accadrà è questa: quando osservi da molto vicino, tra te e l'infelicità si creerà una distanza; in realtà, ogni volta che osservi una cosa, si crea immediatamente una distanza. L'osservare provoca la distanza; non importa che cosa stiamo guardando, una distanza comincia immediatamente a prendere forma.
Se osservi da vicino il tuo dolore, scoprirai che esiste una separazione, perché solo ciò che è separato da te può essere visto. Ovviamente, ciò che è inseparabilmente unito con te, non può essere osservato. Chi è consapevole del proprio dolore, chi è ricolmo di consapevolezza e di presenza attenta ha la sensazione che il dolore sia da qualche altra parte, mentre egli si trova a una certa distanza.
Non appena l'uomo realizzerà la differenza tra sé e il dolore, quando scoprirà che la sofferenza sta accadendo da qualche altra parte lontano da lui, l'inconsapevolezza provocata dal dolore non esisterà più" (da Aprirsi alla vita, pp. 15-17 - Osho).

giovedì, marzo 08, 2007

Festa della donna


Saluti e abbaracci a tutte le donne con gli auguri di trascorrere una piacevolissima e indimenticabile festa!

martedì, marzo 06, 2007

Pensieri miei...sparsi ovviamente

Ciao giornata dal cielo grigio. Ieri la primavera bussava alla porta e oggi una differenza di almeno 10 gradi. Però tutto fila bene sulla via verso l’infinito e oltre. Chissà qual è il segreto dell’universo? E se veramente i mantra sono efficaci come dicono?
Gli scorsi giorni volevo lavare i vetri, ma poi opto sempre per oziare e spaziare tra le pagine di un libro. Con la moglie di un disertore in kirgikistan, tra le pareti di casa e la vita sonnolenta di oblomov, alcuni concetti di quantistica e qualche ricetta libanese…e il tempo scorre.
Vetri sporchi o no, mi merito un grande abbraccio ☺, ringrazio la vita che mi sorride e auguro a tutti una dolce giornata.

lunedì, marzo 05, 2007

e per tutti voi...

I giardini di marzo di Battisti

Il carretto passava e quell'uomo gridava " gelati "
al ventuno del mese i nostri soldi erano già finiti
io pensavo a mia madre e rivedevo i suoi vestiti
il più bello era nero coi fiori non ancora appassiti
all'uscita di scuola i ragazzi vendevano i libri
io restavo a guardarli cercando il coraggio per imitarli,
poi sconfitto tornavo a giocar con la mente e i suoi tarli
e la sera al telefono tu mi chiedevi perché non parli.
che anno è, che giorno è
questo è il tempo di vivere con te,
le mie mani come vedi, non tremano più
e ho nell'anima in fondo all'anima
cieli immensi e immenso amore
e poi ancora, ancora amore amor per te,
fiumi azzurri e colline e praterie
dove corrono dolcissime le mie malinconie
l'universo trova spazio dentro me,
ma il coraggio di vivere, quello, ancora non c'e'.
i giardini di marzo si vestono di nuovi colori
e le giovani donne in quel mese, vivono nuovi amori
camminavi al mio fianco e ad un tratto dicesti
" tu muori se mi aiuti, son certa
che io ne verrò fuori "
ma non una parola chiarì i miei pensieri
continuai a camminare lasciandoti attrice di ieri.
che anno è, che giorno è.....

domenica, marzo 04, 2007

Eclisse lunare



che spettacolo! la luna tutta rosa...La sensazione di essere un piccolo pianetino di una grande galassia...

giovedì, marzo 01, 2007

E si avvicina

fotografie di Per - Andre Hoffmann www.pahof.de




e stasera



:))))))

Ballare, ballare, ...

Voglio vederti danzare
come le zingare del deserto
con candelabri in testa
o come le balinesi nei giorni di festa.
Voglio vederti danzare
come i Dervisches Tourners
che girano sulle spine dorsali
o al suono di cavigliere del Katakali.
E gira tutt'intorno la stanza
mentre si danza, danza
e gira tutt'intorno la stanza
mentre si danza.
E Radio Tirana trasmette
musiche balcaniche, mentre
danzatori bulgari
a piedi nudi sui braceri ardenti.
Nell'Irlanda del nord
nelle balere estive
coppie di anziani che ballano
al ritmo di sette ottavi.
Gira tutt'intorno la stanza
mentre si danza, danza.
E gira tutt'intorno la stanza
mentre si danza.
Nei ritmi ossessivi la chiave dei riti tribali
regni di sciamani
e suonatori zingari ribelli.
Nella Bassa Padana
nelle balere estive
coppie di anziani che ballano
vecchi Valzer Viennesi.


e intanto le giornate si allungano e la temperatura è più mite
inizia la primavera
e si aspetta l'estate

e anche se è vuoto il vuoto
quanto è pieno però
...