Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo e come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. (V. Cardarelli)

venerdì, aprile 27, 2007

Per i miei amici et aussi pour Cendrine



Nel linguaggio dei fiori il Tarassaco o soffione simboleggia la speranza e la fiducia: si esprime un desiderio e poi si soffia sui semi della pianta. Se con un solo soffio cadono tutti i semi il desiderio si avvera!

Cari amici vi dedico un soffione e vi auguro che i vostri e i miei desideri si avverino. Un grande sorriso.

giovedì, aprile 26, 2007

Pasticcio

alla rosa bianca e sposa indiana...
riprendo il discorso un altro giorno
adesso non ce la faccio proprio più
troppi pasticci
troppi fiori
:)))))))))))))))))))))
mi adagio su un tappeto di foglie gialle!

martedì, aprile 24, 2007

Scuola in fattoria


L’altro giorno siamo andati in fattoria a trovare Barbara che ha preso qualche mese di congedo per lavorare in azienda a fare i formaggini caprini. È stato molto divertente ed interessante vederla interagire con le capre. In particolare quando, dopo aver tolto il fieno e pulito i canali, ha dato alle capre dei quadrettini composti da una miscela di cereali, di cui vanno pazze, anzi pazzissime! Erano li in trepida attesa, un vero spasso!!! Divertente è stato anche quando sono entrata in stalla con il cane e le caprette si sono messe in stato d’allerta generale e non distoglievano gli occhi, mentre il mio cane tremava dalla paura e zampettava all’indietro. Bisogna dire che la mia cagnetta è una vera fifona, basta un nulla per farla tremare! Però come era comica nel suo indietreggiare con cautela!!! Poi è arrivata l’ora della mungitura. Barbara mi ha raccontato che le capre seguono sempre un ordine gerarchico loro, che è sempre lo stesso, giorno dopo giorno a salire le scale per arrivare alla sala di mungitura. I bambini hanno passato ore piacevoli osservando i piccoli capretti, i maiali e i vitelli, giocando con il fieno e cercando di capire i procedimenti della produzione provando a mungere le mammelle piene di latte.
Ad un certo punto ha fatto anche capolino il rattone della fattoria che ci ha guardato senza battere un ciglio, entrando ed uscendo dai secchielli in cerca di qualche resto dimenticato. Poi senza fretta si è allontanato tra il fieno, quasi un po’ seccato di non aver trovato nulla, se non un brulichio di gente.

Segnalo quindi un sito molto interessante a tutti e in particolare ai maestri o futuri maestri che hanno voglia di proporre qualcosa di nuovo ai loro allievi, avvicinandoli in prima persona alle attività legate alla terra e agli animali:

www.scuolainfattoria.com.

domenica, aprile 22, 2007

Gita in montagna

Vecchio scarpone,
quanto tempo è passato!
Quante illusioni fai rivivere tu!
Quante canzoni
sul tuo passo ho cantato,
che non scordo più...

Un pomeriggio in montagna in compagnia di un ramarro dalla testa blu , una biscia d'acqua, ghiotti pesci rossi e un pesciolone rosso obeso e vorace con la bocca tonda tonda, girini veloci e uova, una viperetta schizzata tra le foglie e due cuculi indaffarati in una lunga discussione
"L'inverno se n'è andato,l'Aprile non c'è più;è ritornato Maggio
al canto del cucù",
un capannaro gentile e carino, due bicchieri di vino, un bimbo che inciampa, 100 foglie di amarena
per fare lo sciroppo:

100 foglie, 1 litro di 1 litro di vino rosso amaro e 1/2 kg di zucchero: con uno straccetto bianco pulite bene le foglie delle amarene e mettetele in fusione in 1 litro di vino rosso amaro. Dopo 10 giorni togliete la metà circa delle foglie e fate bollire in un tegame di smalto o terracotta il liquido - per 10 minuti - con mezzo chilo di zucchero. Quando il tutto è freddo, filtrate e imbottigliate. Lo sciroppo si può usare subito o lo si lascia invecchiare almeno un anno),

un tardo rientro e ed un corto smarrimento, interessanti discussioni sugli alberi, piante e fiori e una concezione basica. Inaspettate ore deliziose in un mite giorno di aprile. Commossa ringrazio :)

giovedì, aprile 19, 2007

Piacevoli ricordi del deserto





Il viaggio in dromedario all'andata lo abbiamo fatto sotto goccie di pioggia e nuvole pesanti. Solo il vento parlava. La sabbia s'infilava ovunque, rimepiendo ogni spazio, occhi, bocca e orecchie. I miei occhi fissavano il suolo per sfuggire ai granelli e grande era il fascino che esercitavano le zampe a cuscinetto di questi fieri animali, quando sprofondavano nella sabbia.
L'obiettivo della macchina fotografica, nonostante sia stata quasi sempre nel suo astuccio, era intasato e di conseguenza alcune foto sono state scattate con un riquadro ad onda di simpatico effetto. Questo tempo bizzarro non toglieva nulla alla nostra avventura, anzi i colori del deserto bagnato, la sabbia nel vento e gli ultimi raggi di sole dorati ci accompagnavano facendoci sentire prodi eroi! Ma la cosa più spettacolare è stato il cielo di notte: una cascata inebriante di stelle. Che desiderio intenso di voler impregnare le pupille di questo sfondo à pois per poterlo rivedere sempre e sempre ancora.
I primi raggi di sole del mattino erano come polvere d'oro sulle dune. Un'esplosione di colori dalle tonalità rosa, giallino, marrone chiaro...come spiegare il colore della sabbia e il cielo di un blu intenso?
Il sole regnava ovunque e scaldava la sabbia umida della notte. Il caldo secco è una specie di gradevole torpore che avvolge e culla. Questo torpore rende il tempo più lento e mellifluo di quanto non succeda normalmente. Grandi e piccole distanze neccessitano tempi lunghi e movimenti lenti. Che delizia vivere questa rilassatezza. Che tristezza essere di nuovo nella quotidianità lavorativa.

martedì, aprile 17, 2007

Divagazioni sparse


Siamo tornati ieri e fortunatamente ad accoglierci c'era un cielo sornione e azzurro, il sole e il caldo. Eppure oggi già ho nostalgia di quel caldo secco. Ho nostalgia di quelle terre rosse, ma soprattutto ho nostalgia di quei fieri occhi che accarezzano la giornata. Occhi che incroci di bimbi donne e uomini, occhi che salutano e sorridono. Occhi curiosi e vivi. Lo scambio di sguardi è una bella cosa, mi fa sentire bene. Questo da noi non esiste. Gli sguardi sono spesso furtivi, sfuggevoli e distanti…. Tante cose non esistono. Ne esistono però molte altre, come ad esempio i prezzi sugli oggetti, sempre ed ovunque. Cosa magari poco elastica, ma pacifica. Mi diceva un signore marocchino al mercato “metto i prezzi, così siamo tutti amici”!!! Chissà se esiste la metà d’oro? Il luogo perfetto? Dubito! Però in qualche maniera fattibile….con un po’ di lavoro un luogo che già piace, può diventare quello giusto! intanto ci penso....!!!!
Ho incontrato al mercato un animale molto simpatico. Il camaleonte! Quasi quasi ne compravo uno per 20 dirham e lo portavo a casa. Qualche sguardo severo e ragionamento logico mi ha fatto rinunciare, ma non dimenticare! Questa specie di bradipo rampante mi è ben rimasto impresso! Le sue zampette e gli occhi sporgenti, che simpatico!!!!
Scusate se scrivo poco e non mi soffermo a lungo, volevo solo divagare un pochino per lasciare liberi i pensieri. Infatti sono tornata ad essere prigioniera della routine. Sono contenta di essere a casa, ma non mi mancava! Personalmente avrei continuato il mio viaggio ancora per un po'! Un'altra volta inschallah :))))))